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| REPERTORIO |
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IL GRIDO INVISIBILE
Ispirato all’omonimo
saggio della giornalista spagnola
Ana Tortajada, “Il
grido invisibile”
è un omaggio all'archetipo
della donna.
L’uguaglianza, l’emancipazione,
la differenza e la diversità
non valgono soltanto nel Nord
del Mondo e non bisogna, forti
delle parziali conquiste dei
diritti, trascurare indifferenti
le violazioni dei diritti in
terre vicine o lontane.
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La
coreografia, priva di qualsiasi
riferimento religioso, mette
in scena la critica al regime
talebano durante il quale le
donne, nascoste dietro il burqa,
furono private del volto, della
voce, della libertà di
movimento, della stessa dignità
di essere umano e costrette
a insostenibili condizioni di
vita.
Oggi, caduto il regime, le restrizioni
continuano a uccidere le donne
nello spirito e a privarle della
stessa esistenza umana.
Attraverso la “leggerezza”
della danza si è desiderato
dare un significato al movimento,
parlare di drammi e di dolori
umani e offrire allo spettatore
un finale di speranza e di fiducia
preannunciato dai versi della
poetessa afgana Meena posti
all’inizio della performance.
2007 - Premio assoluto "Migliore
gruppo" fra 44 coreografie
in concorso a "Danzando
sotto le stelle", premiati
dal portale nazionale www.danzadance.com
2007 - Terzi classificati categoria
gruppi contemporaneo seniores
al concorso nazionale "Danzando
sotto le stelle" di Cinisello
Balsamo
2007 - Premio Migliore coreografia
al concorso nazionale "Un
palcoscenico per tutti"
di Settala
COREOGRAFIA: ILARIA CHINELLO
DANZATRICI: 8
MUSICHE: PETER GABRIEL
COSTUMI: MARTINA CRISCINO
DURATA: 6 MINUTI
REGISTRAZIONI: PAOLO ENRICO
ARCHETTI E FABIO MARTINO - STUDIO
CASA BOLLENTE - ACQUI TERME
(AL)
VOCE NARRANTE: TATIANA LEPORE
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LA MIA AFRICA
Una coreografia dedicata all' Africa, culla dell’umanità, attraverso la voce del poeta camerunense Ndjock Ngana.
Fa bellezza in Africa l’umanità della gente.
Nell’uomo e nella donna, nell’anziano e nel bambino, al mercato e sulla strada, s’incontra l’africano semplice e sincero, facile al sorriso e alla relazione, spontaneo nel grido di gioia, nella danza e… nel pianto.
Fa bellezza la famiglia: i bambini sono ricchezza, dono, riuscita; gli anziani ricevono aiuto e sono protetti; le generazioni s’uniscono insieme, creano fraternità e condivisione.
Fanno la bellezza l’ospitalità, l’accoglienza, l’arte e la saggezza nelle discussioni, la visione comunitaria del mondo, la capacità di resistenza, la relazione per mezzo di forze vitali tra gli esseri animati e inanimati.
Il brutto è il segno visibile del male: la guerra, la miseria, la malattia, lo sfruttamento, l’ignoranza… L’Africa della morte! La tragedia di un intero continente, l'asservimento al sangue di decine di migliaia di bambini, stupri, mutilazioni e infinita miseria.
Tutto ciò trapela con forza nelle nostre coscienze sporche e disinformate.
Il futuro dell’Africa
è donna, dal
suo grembo nascerà una
nuova vita….una speranza
per un continente che non si
arrende al suo destino crudele.
2008 - Terzo posto assoluto
al concorso nazionale "Danziamo"
di Arcore
COREOGRAFIA: ILARIA CHINELLO
Si ringrazia ALICE GUARNIERI per la realizzazione della coreografia afro
DANZATRICI: 6
MUSICHE: JAMES NEWTON HOWARD
DURATA: 7 MINUTI
REGISTRAZIONI: PAOLO ENRICO
ARCHETTI E FABIO MARTINO - STUDIO
CASA BOLLENTE - ACQUI TERME
(AL)
VOCE NARRANTE: SERENA PASETTI
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