L'idea che la danza possa essere un canale privilegiato per poter esprimere la sensibilità e le emozioni dell'uomo contemporaneo ha spinto la coreografa Ilaria Chinello a promuovere un laboratorio coreografico all'interno del Centro Studio Danza L'étoile, dedicando momenti di riflessione e di confronto durante i quali, insieme ad alcune allieve selezionate, fosse possibile sperimentare, attraverso una linea guida comune, le varie fasi del movimento, associate ad un particolare stato emozionale e psicologico.

Il tema scelto fu la condizione femminile nel mondo: argomento attualissimo e di inequivocabile coinvolgimento emotivo. Il progetto artistico nasce nel 2006 e vede la realizzazione di tre coreografie:

IL GRIDO INVISIBILE, LA MIA AFRICA, IL SILENZIO DELL'INNOCENZA

Forte dei risultati raggiunti in questi anni, il gruppo diventa una realtà solida e consolidata.

“Donne in gabbia - Viaggio attraverso i diritti negati delle donne” è il risultato di questi tre anni di lavoro.

Lo spettacolo di teatro e danza è un contenitore esemplificativo ma non esaustivo del conflitto più irriducibile del nostro tempo. La violenza sulle donne è un delitto irrisolto e taciuto da millenni, è la tragedia moderna che si ripete quotidianamente. Mai come oggi i diritti umani sono lo specchio della libertà individuale. La lotta per l'uguaglianza ha contrassegnato storicamente il livello effettivo di democrazia e l'idea di progresso. E lo ha fatto con un andamento che ha trovato nel pensiero delle donne e nelle azioni che ne sono derivate uno strumento di innovazione della politica e della società; la forza d'urto per scardinare costumi, consuetudini e assetti di potere consolidati. Il diritto di nascere e di vivere rispettando il proprio corpo, il proprio orientamento sessuale, le proprie convinzioni politiche è innegabile ad ogni persona, in ogni angolo della terra. Sicurezza, integrità, libertà, dignità e uguaglianza: cinque parole fondamentali e universali per elencare ciò che ancora oggi, in questo inizio di terzo millennio, fa difetto a tante donne. Patrocinato da Amnesty International vede la partecipazione straordinaria dell'attrice Patrizia Azzani e l'intuizione registica di Luca Spinelli.

PRIMA NAZIONALE: 8 MAGGIO 2009 TEATRO IDEAL - VAREDO

REPLICHE:

11 LUGLIO 2009 MONDO FITNESS - ROMA

5 MARZO 2010 AUDITORIUM COMUNALE
Via Grandi, 4 - Settimo Milanese (Milano)

 
       
 

IL GRIDO INVISIBILE

Ispirato all’omonimo saggio della giornalista spagnola Ana Tortajada, “Il grido invisibile” è un omaggio all'archetipo della donna.
L’uguaglianza, l’emancipazione, la differenza e la diversità non valgono soltanto nel Nord del Mondo e non bisogna, forti delle parziali conquiste dei diritti, trascurare indifferenti le violazioni dei diritti in terre vicine o lontane.
La coreografia, priva di qualsiasi riferimento religioso, mette in scena la critica al regime talebano durante il quale le donne, nascoste dietro il burqa, furono private del volto, della voce, della libertà di movimento, della stessa dignità di essere umano e costrette a insostenibili condizioni di vita.
Oggi, caduto il regime, le restrizioni continuano a uccidere le donne nello spirito e a privarle della stessa esistenza umana.

Attraverso la “leggerezza” della danza si è desiderato dare un significato al movimento, parlare di drammi e di dolori umani e offrire allo spettatore un finale di speranza e di fiducia preannunciato dai versi della poetessa afgana Meena posti all’inizio della performance.

COREOGRAFIA: ILARIA CHINELLO
DANZATRICI: 6
MUSICHE: PETER GABRIEL
COSTUMI: MARTINA CRISCINO
DURATA: 6 MINUTI


PREMI e RICONOSCIMENTI:

2007 - PREMIO "MIGLIORE COREOGRAFIA" AL CONCORSO "UN PALCOSCENICO PER TUTTI " DI SETTALA

2007 - 1° PREMIO ASSOLUTO A "DANZANDO SOTTO LE STELLE" (su ben 44 coreografie in concorso) ASSEGNANTO DAL PORTALE NAZIONALE WWW.DANZADANCE.COM

2007 - 3° CLASSIFICATO AL CONCORSO NAZIONALE "DANZANDO SOTTO LE STELLE" DI CINISELLO BALSAMO


 
       
 

LA MIA AFRICA

Una coreografia dedicata all' Africa, culla dell’umanità, attraverso la voce del poeta camerunense Ndjock Ngana.
Fa bellezza in Africa l’umanità della gente.
Nell’uomo e nella donna, nell’anziano e nel bambino, al mercato e sulla strada, s’incontra l’africano semplice e sincero, facile al sorriso e alla relazione, spontaneo nel grido di gioia, nella danza e… nel pianto.
Fa bellezza la famiglia: i bambini sono ricchezza, dono, riuscita; gli anziani ricevono aiuto e sono protetti; le generazioni s’uniscono insieme, creano fraternità e condivisione.
Fanno la bellezza l’ospitalità, l’accoglienza, l’arte e la saggezza nelle discussioni, la visione comunitaria del mondo, la capacità di resistenza, la relazione per mezzo di forze vitali tra gli esseri animati e inanimati.
Il brutto è il segno visibile del male: la guerra, la miseria, la malattia, lo sfruttamento, l’ignoranza… L’Africa della morte! La tragedia di un intero continente, l'asservimento al sangue di decine di migliaia di bambini, stupri, mutilazioni e infinita miseria.
Tutto ciò trapela con forza nelle nostre coscienze sporche e disinformate.
Il futuro dell’Africa è donna, dal suo grembo nascerà una nuova vita….una speranza per un continente che non si arrende al suo destino crudele.

COREOGRAFIA: ILARIA CHINELLO
Si ringrazia ALICE GUARNIERI per la realizzazione della coreografia afro
DANZATRICI: 6
MUSICHE: JAMES NEWTON HOWARD
DURATA: 7 MINUTI

PREMI e RICONOSCIMENTI:

2008 - 3° CLASSIFICATO AL CONCORSO "DANZIAMO" DI ARCORE

2008 - OSPITI D'ONORE ALLA PARTITA DEL CUORE PRESSO LO STADIO BRIANTEO DI MONZA


 
       
 

IL SILENZIO DELL'INNOCENZA

La coreografia è ispirata all'omonimo romanzo autobiografico della cambogiana Somaly Mam. Questa volta il tema brutale della violenza sessuale scivola sottilmente tra le vesti cremisi delle undici danzatrici in scena.
La tragedia di un'adolescenza infranta dalla brutale e irreprimibile sessualità maschile flette la dignità della donna ma non la spezza. Violenza è l'identificazione della sessualità femminile con la maternità, violenza è l'interiorizzazione da parte delle donne della visione maschile del mondo.
Spetta soprattutto alle donne prenderne coscienza, rifiutando compromessi, omertà, falsi vantaggi o squallide, confusive vittorie. Pertanto le donne devono, sempre di più, impedire che questo accada, organizzandosi, facendo alleanza tra loro, operando insieme agli uomini "consapevoli" e "lavorando" su se stesse per sviluppare e migliorare quei fattori psicologici volti al benessere che serviranno loro per raggiungere concretamente un cambiamento sociale e culturale.

2009 - Primo premio assoluto al concorso internazionale "Città di Como"

COREOGRAFIA: ILARIA CHINELLO
DANZATRICI: 11
MUSICHE: AYUB OGADA e SALIF KEITA
DURATA: 6 MINUTI
VOCE NARRANTE: PATRIZIA AZZANI

 
       

Centro Studio Danza L'étoile Via Napoli, 18 20039 Varedo (Mi) Tel. 0362.576089 E-mail:info@etoile-varedo.com
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